Da giorni Catania è ricoperta di immondizia. Gli operatori ecologici dell’Ipi sono in sciopero perché non ricevono lo stipendio. Si parla di 9 milioni di euro di debiti da parte del Comune verso l’azienda, che non può pagare i suoi dipendenti. Gli assessori sono in sconcertante imbarazzo: Mimmo Rotella, assessore all’Ecologia, descrive i momenti della protesta dei 400 netturbini come una «giornata campale». Gli operatori Solco - gli "spazzini" - sono tornati al lavoro ieri grazie al reperimento delle somme necessarie da alcuni fondi a progetto.
L’assessore al Bilancio Gaetano Tafuri, per rimettere in moto i camion compattatori, deve recuperare almeno un milione e mezzo di euro, ma non può né chiedere indulgenza alle banche, alle quali l’amministrazione deve già 700 milioni di euro, né chiedere ulteriori deroghe alla direzione nazionale dell’Ipi. Gli istituti di credito che stanno coprendo le inadempienze del Comune, infatti, non sono più disposti a farlo. Tafuri ha «garantito all’istituto di credito che il Comune è pronto a farsi carico degli eventuali interessi debitori che scaturiranno dall’operazione di estensione del credito».
Non sono gli unici a scioperare per le mancate retribuzioni; associazioni e cooperative di assistenza sociale, che non vedono un soldo da 6 mesi, hanno diramato comunicati di fuoco e annunciato manifestazioni e stop dei servizi. L’Uneba, che opera in favore dei minori, parla di «sospensione di trasporto, colazione e pranzo».
Nel frattempo, la città è in condizioni igienico-sanitarie disastrose. In piazza Carlo Alberto, dove si tiene il mercato più importante di Catania, gli abitanti vivono giorno e notte in compagnia di centinaia di metri quadrati di spazzatura, uova marce e resti organici.
Nella notte di sabato si è raggiunto il livello massimo di emergenza: all’alba, quando i venditori della tradizionale fiera delle pulci sono arrivati in piazza, hanno dovuto rimboccarsi le maniche di loro iniziativa e sgomberare, alla buona, ciò che era possibile rimuovere. La parte più grossa è rimasta a fare da arredo urbano, tra famiglie e bambini, con tutti i rischi del caso.
Nei quartieri popolari si riscontrano i casi più critici: i cittadini di via Plebiscito pressano le buste e gli scatoli ammassati attorno ai cassonetti per evitare che invadano il setto stradale e i marciapiedi; a Picanello, accanto a copertoni, cibi andati a male e lavatrici, ci sono carcasse di animali all’aria aperta, nelle piazze, a pochi passi dalle scuole.
Nei pressi di un distributore di benzina, alcuni abitanti sono stati costretti letteralmente a lavare la strada con acqua e sapone, perché i rifiuti che si erano accumulati, oltre ad ostruire l’ingresso alla stazione di servizio, emanavano un odore nauseante. Come è possibile immaginare, l’acqua ha anche contribuito a infracidire l’immondizia e i rischi per la salute si impennano. Fortuna che a novembre il sole siciliano non batte più così forte e che l’autunno è più freddo che piovoso.
Rotella promette misure straordinarie, che dipendono dall’esito dei vertici di questi giorni. Si parla di coinvolgere la prefettura, i comuni limitrofi e persino i piccoli camion da trasporto di proprietà del Comune. Singolare e innegabile l’osservazione di Gianfranco Raco dell’Ugl: «Non si capisce come mai il Comune abbia trovato i soldi per pagare gli arretrati ad assessori e consiglieri. I lavoratori si scusano con la cittadinanza per i disagi arrecati, ma sono stanchi di essere presi in giro. Anche loro hanno famiglie da mantenere e scadenze da rispettare».





