Corti di Carta: American Parmigiano

domenica 20 luglio 2008, di Ilaria Sangregorio

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In cinese Wu Ming significa "senza nome". In Italia, Wu Ming è il "nome" scelto da un collettivo di narratori bolognesi contrari alla celebrità anagrafica. In questo gioco di paradossi, tra significato e significante, si cela in verità l’identità di: Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo, Federico Guglielmi, Riccardo Pedrini(da Io Donna, il femminile del Corriere della Sera, pag 90).Tra le loro pubblicazioni, ricordiamo in ordine cronologico: Q, 54, Manituana.

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American Parmigiano è il racconto inedito dei Wu Ming, scritto "solo" a otto mani, seguendo tuttavia la scaletta approvata da tutti gli elementi del gruppo. È la storia “archiviata” del nostro marchio “parmigiano”. Ad innescare le ricerche sul prodotto a denominazione protetta, una lettera di Benjiamin Franklin, datata 1769, che apre il racconto in questione. Il parmigiano pare avere origini americane. Il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano cerca uno storico specializzato nella Rivoluzione americana. La fortuna ha scelto il dottor Carlo Bonvincini, uno studioso-ricercatore di storia americana appunto. Ad affiancarlo Massimo Ardito, un aspirante avvocato che segue il caso a nome dello studio legale dell’avvocato Melchiorri (esperto di filologia germanica).

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I due vengono inviati a New York e poi nel New Jersey, scontrandosi con una realtà ben lontana da quella italiana. Lo storico Bonvincini, durante la consultazione dei documenti dell’archivio storico dell’Albert Rice Museum, incontra Francesco Borghi, lo storico ingaggiato dalla controparte, un ex dottorando italiano specializzato sul periodo inglese della vita di Franklin. Dall’altro lato, anche l’avvocato Ardito deve scontrarsi con un avversario degno di questo nome: l’avvocato Eileen Stone, «alta e indubbiamente bionda [...], fisico atletico stretto nel tailleur grigio, tacchi alti, sorriso perfetto, tette sull’attenti, che sembrano dover erompere dalla camicetta da un momento all’altro [...]». Proprietaria di un attico con vista su Central Park che l’avvocato Ardito potrebbe permettersi in cinquant’anni di mutuo. A capovolgere la drammatica situazione, l’intuizione del nostro brillante Bonvicini. Gli Americani avranno veramente le prove per commercializzare il parmesan?

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Un racconto attualissimo che tocca molti punti caldi: la "fuga dei cervelli" all’estero, la mancanza di fondi per la ricerca italiana, il precariato causato da un paese gerontocratico, l’utopia del libero mercato, le conseguenze della globalizzazione. I Wu Ming mettono in luce anche il rovescio della medaglia. Scopriremo infatti che lo studioso italiano emigrato, seppur si sia formato nelle migliori università americane, è comunque un precario, un uomo impossibilitato a crescere il suo nucleo con una famiglia. Scopriremo che anche la donna più attraente ha il suo punto debole e che la forma mentis dello “sfigato” Bonvincini ha i suoi punti di forza.

Un grido di speranza? O una evidente denuncia al nostro statico e indigente sistema scolastico e amministrativo?


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