Corti di Carta: Pianoforte vendesi

venerdì 11 luglio 2008, di Ilaria Sangregorio

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Pianoforte vendesi è il racconto inedito di Andrea Vitali, autore di La modista (2008, Premio Ernest Hemingway). Vitali è anche un affermato medico ed esercita la sua professione a Bellano, sul lago di Como, dove attualmente vive. Un dettaglio non irrilevante, in quanto le vicende, raccontate nelle sue opere, sono frammenti di vita dei suoi pazienti, arricchiti di dettagli dall’autore durante la stesura.

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«C’è una sola stella in cielo, per il resto nuvolaglia. Presto sparirà anche quella sola. Però non dà l’idea di voler piovere o nevicare. Il pianista scende dal treno che proviene da Sondrio […]. È la sera del 5 gennaio 1966, festa dei Re Magi a Bellano». Pianoforte vendesi è la storia di un ladro soprannominato "Il pianista", per via delle mani magre e delle dita affusolate. «Il resto, la scoliosi, il naso a becco, i capelli neri lunghi e unti, non contano». Non sapremo mai il suo nome (nemmeno quando il brigadiere lo coglie in flagrante all’interno di un appartamento di cui non è proprietario). Come un qualsiasi ladro professionista si accinge a fare un giro di ispezione per individuare i luoghi giusti, quelli dove la gente si accalca, si stringe. Il destino a volte è curioso. Improvvisamente, a metà della Via Manzoni, un cartello: «PIANOFORTE VENDESI». Un “pianista” e un pianoforte. Da questo momento in poi si susseguono una serie di equivoci e sketches divertenti, segnati dall’incontro con una vecchietta, Gioietta Ribaldi, innamorata della musica e di quel pianoforte.

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Un lungo capitolo è dedicato al dialogo tra i due: il ladro e l’ex maestra di piano. Un colloquio particolare in quanto intriso di monologhi e pensieri soffocati fino al punto da non distinguere le due forme. E poi, l’arresto improvviso: violazione di domicilio, probabile furto con scasso, disturbo della quiete pubblica. Infine la svolta. Un mistero.

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Ad aiutarci a risolvere il caso sarà anche il calzolaio, un uomo dalla faccia rubizza, proprietario della calzoleria situata al piano terra nello stesso palazzo in cui è custodito il pianoforte. È lui il custode della chiavi della stanza del piano( la delega gli era stata assegnata dallo stesso proprietario,il nipote della signora Gioietta Ribaldi). Il calzolaio crede che tutti i morti per la festa dei Re Magi vengono fuori dalle tombe. Sarà proprio così? Eppure quando il brigadiere verifica i dati anagrafici del pianista, rivolgendosi al maresciallo, esordisce così: «È arrivata la verifica dell’identità: il nome e il cognome appartengono a uno che è morto più di un anno fa. Quindi i casi sono due, o quello ci ha presi per il culo, oppure si trattava di un fantasma.» A voi la conclusione.


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