Decameron: il ritorno del guitto Luttazzi

lunedì 5 novembre 2007, di Chiara Impellizzeri

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Dopo sei anni di assenza dalla televisione, Daniele Luttazzi, il comico più agguerrito d’Italia, ritorna su La 7 con "Decameron", in onda sabato sera alle 23.30. E a Santoro, che da Annozero chiedeva il suo ritorno in RAI, risponde angelicamente «Troppo tardi!» , "sono già impegnato"; a lui l’unica cosa che manca della Rai sono «i grattini di Lilli Gruber sulla schiena».

Decameron
Credetemi, ne avete bisogno!

Ascolti record sabato 3 novembre, con 700.000 apparecchi Auditel che si sono sintonizzati - nonostante l’orario infelice - per assistere all’atteso ritorno. E Luttazzi non delude, a cominciare dalla prima immagine, la registrazione del famoso editto bulgaro di Berlusconi («Luttazzi, Biagi e Santoro hanno fatto un uso criminoso della tv di Stato») conclusa con una sonora pernacchia, per continuare con i primi venti minuti di monologo incalzante, in cui il comico è riuscito a condensare tutto ciò che non ha potuto dire in televisione in questi anni.

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Come al solito non si lesinano attacchi alla sinistra a cui si rimprovera di non aver ancora abolito tutte le leggi vergogna del precedente governo. Gli argomenti sono molti, dalla legge 30, al rifinanziamento della missione in Afghanistan, dalla commissione sul G8 fino all’indulto.

Si passa poi alla finta intervista a Claudio Petruccioli, presidente Rai, impersonato da un bambino con tanto di barba: «Conosco solo i programmi fino alle nove e mezza perché poi la mamma mi manda a dormire». Sono finalmente messi in scena i “Dialoghi platonici”, rivisitazione dei pezzi scritti nel libro “La castrazione e altri rimedi infallibili per prevenire l’acne” che vedono i celeberrimi Gorgia, Fedone, Menone e Timeo discorrere di religione, pedofilia, droga, sesso e politica. Classica la sezione delle domande e risposte e gli sketch a puntate; “A babbo morto”, macabra e surreale storia di un figlio che vuol fare imbalsamare il padre, e “Uno sguardo dal ponte”, che vede per protagonisti due barboni che chiedono l’elemosina. Come sigla di chiusura, abbiamo infine lo struggente video di “Money For Dope”, canzone scritta e cantata dallo stesso Luttazzi.

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Con toni accesi e rabbia intelligente, Luttazzi si dimostra come al solito capace delle più argute osservazioni. Ascoltare il suo fiume di parole è travolgente e confortante, quasi liberatorio.

Per la prima puntata del Decameron il comico dedica cospicuo spazio al tema, troppo spesso taciuto, del rapporto tra Chiesa e preti pedofili. Si parla anche della proposta di legge Violante sul conflitto di interessi, che permetterà a Berlusconi di essere eletto comunque e decidere, entro i primi 50 giorni di mandato, se cedere l’incarico, se affidare le sue aziende a un blind trust, oppure se «farsi una legge che elimini quella di Violante… A questo non ci avevano pensato, eh?».

In merito alle critiche sulla Bossi-Fini, opportuno il riferimento al delirio mediatico che ha colpito la recente tragedia romana di una donna uccisa da un borseggiatore rumeno: «Il recente pacchetto per la sicurezza», sostiene Luttazzi, «in parte obbedisce a una logica repressiva che penalizza i più deboli senza risolvere il problema. Quella accaduta a Roma è stata una tragedia insensata e straziante. Ai familiari va il nostro cordoglio e il ringraziamento per aver dato un grande esempio di civiltà con la richiesta di evitare strumentalizzazioni. In Italia il 75% dei delitti contro le donne è compiuto da italiani. Conosco albanesi, macedoni e romeni che sono persone squisite. Sono persone».

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Il tentativo di Luttazzi è sempre quello di portare l’opinione pubblica a riflettere su temi troppo spesso dimenticati per lunghi periodi, oppure inquinati dall’opinionismo da quattro soldi ormai protagonista di molti servizi giornalistici. In questa chiave va inteso anche l’intervento sulla guerra in Afghanistan: Luttazzi proietta un video di crude immagini di bombardamenti, accompagnandolo con la voce di uno speaker che precisa cordialmente: «Queste non sono bombe, queste non sono macerie, questi non sono civili, questa non è una guerra. Questa è una missione di pace».

E’ così che Luttazzi stocca, colpisce, affonda, si dibatte tra la volgarità, il politicamente scorretto, l’irriverenza e la più misurata e rispettosa eleganza. Mitraglia il pubblico di battute, più o meno riuscite, gioca a bombardare, disorientare, far crepare dalle risate.

In un’Italia dove dilaga la “narcotizzazione” delle coscienze, Luttazzi forse più di qualsiasi altro comico del nostro paese riesce a uccidere lo sconforto a suon di battute, non lasciando al pubblico il tempo per respirare. Luttazzi non aizza, non si erge a guru o eroe di folle inferocite, ma mantiene sempre la giusta distanza tra la critica e la demagogia. Comico geniale e pericoloso, sbatte in faccia fatti, documentati e incontestabili, liquidando le polemiche con una battuta dissacrante, una faccia istupidita o, se necessario, con un pernacchio. Per questo l’artista è una figura quasi isolata nel panorama satirico italiano, capace di sollevare sempre opinioni discordanti, riflessioni, indignazione da parte delle alte sfere, senza perdere mai il suo stile; e merita certamente più spazio nel palinsesto televisivo.

Politica, sesso, religione e morte: un titolo emblematico per un comico che giocherà sempre a colpire tutti, anche il suo pubblico, scandalizzando e spazzando ogni traccia di buonismo tra i suoi ascoltatori. In tempi in cui la satira è il cane da guardia del potere, sì, ne avevamo proprio bisogno.


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5 Messaggi del forum

  • Il ritorno del guitto Luttazzi

    5 novembre 2007 23:40, di snapshot83
    Mi dispiace ammetterlo ma da un grande come Luttazzi mi aspettavo molto meglio.. Satira pungente si, ma con gusto e soprattutto con criterio, uscendo dai luoghi comuni.. speriamo si riprenda presto...

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    • Il ritorno del guitto Luttazzi 6 novembre 2007 13:15, di chiara
      Non sei il primo a cui sento dire una cosa simile, ma del resto da sempre Luttazzi riceve critiche del genere e io ne apprezzo anche il lato "spiacevole" o "fuori luogo". Del resto non ho ben capito, ti aspettavi più "gusto" da Luttazzi? Non è che sia proprio un comico elegante... molte battute poi erano riprese dagli spettacoli teatrali che ha portato avanti in questi anni, quindi non c’è molto di nuovo, ha solo voluto dirle in tv. Mi interesserebbe sapere anche cosa intendi per "luoghi comuni". Quali battute? In ogni caso, non so voi, a me piace molto anche solo poterne riparlare.

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      • Il ritorno del guitto Luttazzi 6 novembre 2007 14:42, di snapshot83

        Ciao, replico con piacere al messaggio per dire che ovviamente non mi aspetto battute con maggior "buongusto" (si fa per dire buon gusto, la satira è sempre e comunque pungente, altrimenti non sarebbe tale) ma non mi aspettavo certe cadute di stile.. Ora, non conosco i suoi spettacoli teatrali, e non so quali battute o sketch siano ripresi da questi; so pero’ che, se da un lato ha fatto benissimo ad esordire con la sua prima puntata sfogandosi verso tutto ciò che in Italia che non va - e non basterebbe una trasmissione di un’ora per farlo - (condivido pienamente con lui, vi sono infatti aspetti negativi da criticare fortemente anche oggi con la Mortadella, non soltanto col Berlusca di una volta) dall’altro lato ha voluto un pò troppo calcare la mano sugli argomenti trattati.Magari la prima puntata sarà servita da prova generale, e vedendo le reazioni saprà come orientare le prossime..

        Vedo di spiegarmi meglio: Basti pensare alla risposta ad una presunta lettera arrivatagli in redazione: a cosa serviva se non, ancora una volta, come se non bastasse, per giustificare la sua assenza dal video per ben sei anni, per far capire a chi non l’avesse ancora capito (oramai anche i muri lo sapevano già) che l’Italia è comandata adesso come allora da poche teste che decidono sulle sorti altrui..o Per condannare le nefandezze giornalistiche scatenatesi dopo l’editto bulgaro..?

        Calchiamo la mano su argomenti triti e ritriti, senza aiutare lo spettatore a riflettere su qualcosa di nuovo, su qualcosa che già non ha acquisito tramite annozero o Travaglio...

        E poi, sinceramente.. alcune battute non le ho capite.... Ironia nefasta sui morti imbalsamati, le casalinghe che si eccitano guardando cocuzza..mah...magari è riservato davvero ad un pubblico adulto si, ma ad una ristretta cerchia aggiungerei..ai pochi eletti che gradiscono questa sottilissima ironia.. E quando si va in Tv, soprattutto su una rete posta già in secondo piano (e dunque con meno ascolti) per quanto tempo riuscirà a tenere in equilibrio la trasmissione dopo lo scalpore/flop preannunciato della prima puntata? Ci sarebbe tanto altro da dire (magari scriverò un post sul mio blog prossimamente)..sicuramente questa è un’opinione che si discosta dal coro, ma la penso così...

        Riflettere si, ma con sagacia e saggezza.. In fin dei conti, a mio avviso, si può far di meglio... soprattutto più spessore e contenuti e meno bassezze e luoghi comuni...

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        • Il ritorno del guitto Luttazzi 6 novembre 2007 16:50, di Roberto Pirruccio

          Il discorso dell’editto bulgaro è trito e ritrito per me o te, però, che scegliamo di informarci. Il 90% (e sto sottostimando, mi sa...) degli italiani non ha idea di quale despotico atto si sia macchiato l’allora presidente del Consiglio. Inoltre credo che non lo ribadirà in tutte le altre puntate, era il ritorno in tv e secondo me queste sottolineature erano doverose.

          Su "A babbo morto" stiamo tutti aspettando di capirne i retroscena, sempre se ce ne sono. Potrebbe anche trattarsi di semplice, ancestrale esorcizzazione della morte. Una cosa che per tabù morali la nostra società rifiuta da tempo, ma che nemmeno tanto tempo fa era pratica diffusa e spesso aristocratica, tutt’altro che "volgare".

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          • Il ritorno del guitto Luttazzi 6 novembre 2007 19:39, di snapshot83
            x le volgarità mi riferivo agli sketch delle donne (cocuzza e company per intenderci) per il resto in parte condivido.. E’ vero, non tutti sono informati purtroppo e le sottolineature servono, ma ci sn modi e modi... tuttavia, w Luttazzi, tifo per lui..Sa il fatto suo e si regolerà di conseguenza.. Lo accetto così com’è, ad avercene di persone come lui.. Lo stimo ma le critiche aiutano a crescere...

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