Ancora Sudamerica per la musica di Etnafest. A Catania arrivano Moreno Veloso, Domenico Lancellotti e Alexandre Kassin, forse i tre musicisti brasiliani più attivi, al momento, nel rinnovamento della musica popolare verdeoro.
Va da sé che Moreno, figlio d’arte, non soffra di alcuna riverenziale comparazione, data - se non fosse per il fatto che canta e suona la chitarra - la sua vena compositiva tutta contemporanea. Non emula, ed è già un gran punto a suo favore, viste le grosse delusioni cui ci hanno spesso abituato i vari "junior".
Al suo fianco, ormai da dieci anni, ci sono Domenico Lancellotti e Alexandre Kassin, entrambi polistrumentisti, seppur principalmente batterista, il primo, e bassista, il secondo. Anche stasera, però, come in altre circostanze, i tre vengono supportati dal bassista/chitarrista "di buona famiglia" (tutti musicisti) Alberto Continentino e da Stephane San Juan alle percussioni.
Quel "+2" che li accompagna da sempre altro non è che un simbolo di alternanza : i tre album all’attivo, Music Typewriter (2001), Sincerely Hot (2003) e Futurismo (2006), sono stati pubblicati rispettivamente a nome di Moreno+2, Domenico+2 e Kassin+2. Ciò per una questione compositiva, ma non in maniera fondamentale ; sta nell’esaltazione delle sensibilità personali la chiave per raggiungere la sintesi e fare della loro ricerca un vero lavoro di squadra.
Il concerto parte a ritroso lungo la carriera dei tre, con Alexandre Kassin alla voce e alla chitarra. A cominciare da O seu lugar, traccia che apre Futurismo e che sottolinea l’elemento nostalgico, per sconfinare nella nevrotica Simbioticos, i cui meriti interpretativi vanno nettamente a convergere verso Domenico. Kassin mescola samba e bossa, predilige suoni abbastanza sporchi e aperti, facendo un po’ da contraltare alla base ritmica classica dettata da Moreno.
Quando Kassin scambia lo strumento con Continentino e Domenico lascia la batteria a San Juan per avvicinarsi al microfono, inizia la seconda parte del concerto, quella che schiaccia l’occhio a Sincerely Hot.
Da qui in poi le cose si fanno decisamente divertenti, perché Domenico ha una voce brillante e Moreno gioca coi controcanti dispettosi. Emblema di quest’intesa è Alegria, vai lá [1], un freschissimo inno alla libertà di espressione che apre le porte a danze di tutti i tipi che vanno incrociandosi sul palco. Domenico, mentre canta, lavora live sulle mitiche MPC, drum machine "tuttofare" che assecondano maggiormente il taglio elettronico, molto più evidente nelle registrazioni in studio. Vuoce e eu vive di un congenito stato di frenesia che è ideale riassunto di quanto appena detto.
L’ultima parte di concerto si risolve nel ritorno alle origini ; Moreno offre saggio di alcune ballate tratte da Music Typewriter, al cui interno risuona la sua grande versatilità. Sono brani che, in alcuni casi, vengono da lontano (anni ’40 e ’50), ma non lontano (grandi brasiliani come Carmen Costa, Djavan, Veloso padre, Jobim). C’è grande cura per il tappeto sonoro (è probabile che debba dire grazie ai suoi studi da violoncellista, per questo) e per ingenti dosi di fantasia : in Deusa do amor - o, ancor di più, in Arrivederci - c’è un fondo malinconico, ma nel contempo ilare, scanzonato, che si fa intonare.
La band torna sul palco due volte, dopo i saluti. Un’ovazione che si fa più forte e partecipata quando, con grande sorpresa di tutti, parte una azzeccatissima cover di Rino Gaetano, Gianna. Il coro del Teatro Sangiorgi accompagna l’uscita dei musicisti e la conclusione del loro tour europeo. A fine giugno, ripartiranno da Buenos Aires. Noi, invece, dovremo aspettare il 5 luglio per il quintet di uno dei più creativi contrabbassisti del nostro tempo, Dave Holland. Imperdibile anche per altri due motivi : ne fanno parte Nate Smith e Chris Potter, l’uno batterista e l’altro sassofonista di assoluto talento.
P.-S.
PHOTO-GALLERY
(Moreno Domenico Kassin) +2 di Lucy D’Imprima
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Notes
[1] Alegria, vai lá : guarda il video su Youtube





