27 aprile: quarta edizione del Festival internazionale della Poesia "Voci dal mondo", quest’anno dedicato al tema "Voci migranti"

ETNAFEST/ Poetica delle identità migranti

"EtnaFest - Arte" continua sabato, al Metropolitan, con una serata-tributo ad Angelo D’Arrigo

sabato 28 aprile 2007, di Redazione

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Giunto ormai alla quarta edizione, "Voci dal mondo", festival internazionale di poesia, propone al pubblico di EtnaFest - Arte un quintetto di esperienze composite e variopinte, in pieno spirito col tema di quest’anno; "Voci migranti" è, infatti, il titolo che accompagna le esibizioni - ora recitative, ora canore, ora musicali - degli ospiti intervenuti. Non c’è, purtroppo, l’africana Ana Paula Tavares, trattenutasi in Angola per problemi familiari.

Un leggio, un microfono e uno schermo gigante, su cui scorrevano, proiettati, i testi che ciascun poeta ha letto nella propria lingua madre. Apre la kermesse il cantore palestinese Faisal Taher (già voce dei Kunsertu), coinvolgendo il pubblico e intonando alcune melodie al sapore di terra e sabbia. Ha poi chiuso il suo intervento con una splendida interpretazione di una sura del Corano (sul parto di Maria), introdotta da un breve riferimento ai valori di tolleranza universale dell’Islam.

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Sujata Bhatt

E’ quindi il turno dell’indiana Sujata Bhatt, poetessa che compone in lingua inglese e vive attualmente a Brema, in Germania. Ciò delinea in termini geografici una precisa condizione espressiva, di cui ci si accorge facilmente sin dai primi versi delle sue poesie: intensi, amarissimi ritratti di pochezze e cattiverie dei nostri tempi, delle barbarie - indistinte - dall’Est all’Ovest del mondo. Di particolare impatto un testo ispirato dal celebre ritratto, ad opera di Paula Becker, di Rainer Maria Rilke [1]; una fantomatica poesia dedicata dalla pittrice allo scrittore tedesco assolutamente pregevole [2].

Intermezzo musicale affidato alla fisarmonica di Bratko Bibic, compositore sloveno di buona fama, un po’ zingaro e un po’ avanguardista. Brani posati e lineari, ma - come nella miglior tradizione gitana - pesantamente intrisi di armonie nostalgiche.

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Louis-Philippe Dalembert

A seguire, gli splendidi ritratti di morte - fisica e non - di Louis-Philippe Dalembert. Haitiano (francofono), parigino d’adozione, Dalembert offre una prova di grande presenza interpretativa, interrotta spesso dagli applausi del pubblico, dedicando la propria selezione di brani al tema del lutto "violato" poiché lontano, poiché tarpato dalle distanze.

La siculo-venezuelana Margara Russotto sale sul palco con la voce rotta, commossa - a sua detta - tanto dai poeti che l’hanno preceduta, quanto dall’emozionante "ritorno" nella sua isola d’origine. Inizia quindi una frizzante sequenza di versi (in spagnolo) dedicati al regresso - goffo, storpio, primordiale - della civiltà contemporanea.

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Bratko Bibic

A suggello della manifestazione, in chiusura, un atmosferico duetto tra Faisal Taher e Bratko Bibic. Grandi applausi ai poeti (e agli organizzatori) e appuntamento all’anno prossimo per la quinta edizione di "Voci del mondo".

EtnaFest - Arte, invece, prosegue sabato 28 aprile, al Teatro Metropolitan, con un imperdibile tributo ad Angelo D’Arrigo, "Ad ali spiegate", cui parteciperanno artisti come Franco Battiato, la PFM e Carmen Consoli, ma anche numerose personalità dello sport, del giornalismo e dello spettacolo. A un anno dalla morte di D’Arrigo, l’evento diventa doppiamente importante e significativo, perché inserito all’interno di un’iniziativa di beneficenza. L’intero incasso sarà infatti destinato alla costruzione di una scuola in Perù.

Inoltre, durante la serata, verrà premiata Simona Atzori, ballerina e pittrice senza braccia, ormai affermatasi nel panorama nazionale per l’eleganza e la raffinatezza della sua arte: "un volo senza ali", appunto.


Portfolio

P.S.

EtnaFest: sito ufficiale

Note

[1] Guarda il ritratto

[2] Sujata Bhatt, "Paula Becker to Rainer Maria Rilke" - leggi qui la poesia

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