MUSICA/ Delicata performance acustica della cantastorie statunitense Dawn McCarthy
Nuovo appuntamento per il programma di MercatiGenerali nel suggestivo scenario della Cappella Bonajuto
sabato 7 aprile 2007, di Roberto Pirruccio
La Cappella Bonajuto, per DIVAS, contenitore di sonorità femminili contemporanee, accoglie la storyteller statunitense Dawn McCarthy, giunta a Catania per un set acustico del suo progetto musicale, Faun Fables.
Per sua stessa ammissione, il luogo è decisamente magico - si sbilancia Dawn: "il più bel posto in cui io abbia mai suonato" - e si intreccia a meraviglia con le atmosfere incantate dei brani proposti al pubblico. Una miscela di tracce estratte dai quattro album "Early Song" (1999), "Mother Twilight" (2001), "Family Album" (2004) e "The Transit Rider" (2006), rivisitati per voce e chitarra.
Faun Fables è, da qualche tempo, un duo di cui fa parte anche Nils Frykdahl (frontman degli Sleepytime Gorilla Museum), ma che molto spesso accoglie collaborazioni con artisti di ogni genere; l’occasione di ascoltare ciascuna canzone nella sua asciuttezza compositiva si rivela però un valore aggiunto, che esalta la fiabesca voce di Dawn e insaporisce di nostalgia l’intero spettacolo.
Tra i primi brani, i più affezionati riconoscono Sleepwalker, un trasognato ritratto del sonnambulismo, seguito a ruota da Preview, squisito canto notturno. I temi sono molto legati all’ambiente familiare, alle sensazioni spicciole, alla bellezza della contemplazione e alla fortunata magia della natura.
E’ un crescendo che attraversa le tradizioni di paesi vicini e lontani, dalla Polonia agli Appalachi canadesi, passando per l’antica Gran Bretagna. A In Speed e Eyes Of A Bird, ballate dal ritmo impastato e coinvolgente, fa seguito una divertente canzone dedicata alle pulizie di casa, Sweeping Spell; il concerto si avvia al termine sulle note di Live Old e Eternal, l’una tipica last track, l’altra riarrangiata in chiave meno "tribale" rispetto alla versione studio.
Al termine dello spettacolo, Dawn ci rivela che non si aspettava un ambientazione così vicina alle linee umorali della sua musica. In effetti, a guardarsi intorno, nessuno ha saputo resistere, a musica finita, alla tentazione di canticchiare ancora o far perdere qualche sorriso nel vuoto.



