MUSICA/ L’ex monastero dei Benedettini accoglie positivamente l’esordio della Maratona del jazz
domenica 6 maggio 2007, di Roberto Pirruccio
Si apre in un gremito Auditorium De Carlo la prima edizione della Catania Jazz Marathon, kermesse musicale che sembra esser riuscita a riunire, sullo stesso palcoscenico, musicisti siciliani di livello internazionale.
PRIMA SERATA
Oltre due ore di ottime esibizioni - eterogenee e interconnesse - dei cinque gruppi avvicendatisi nel corso della serata e intervallate dai simpatici aneddoti jazzie di Pompeo Benincasa, direttore artistico di Catania Jazz (co-promotori dell’evento insieme a Circuiti Culturali dell’Università di Catania).
I primi a presentarsi sul palco sono Antonio Ferlito e Antonella Leotta, non nel previsto quartetto a causa di una defezione dell’ultim’ora. E’ un set acustico pulito e corposo, dovuto al grande affiatamento tra i due; Ferlito accompagna con accortezza le inclinazioni malinconiche nell’interpretazione della Leotta.
La personalità di Samyr Guarrera (sax e oboe) e il tocco brillante di Enzo Pafumi (chitarra) rendono molto accattivante il groove del loro gruppo. C’è una chiara sintesi di innumerevoli influenze, quasi tutte riscritte con grande attenzione alle parentesi improvvisative; non è un caso, infatti, che arrivi la voce di Rosalba Bentivoglio a fare da special guest per il pezzo di chiusura. I brani, composti dallo stesso Guarrera, evidenziano la varietà nei percorsi formativi di ciascun musicista. Fa parte della band, infatti, anche l’importante batterista mancino Pucci Nicosia, nuovamente impegnato, subito dopo, con il Cristiano Giardini Quintet.
Il sassofonista catanese, affiancato da artisti d’eccezione, omaggia Steve Swallow, tra i più importanti bassisti al mondo per innovazione tecnica e per ricerca sonora. Oltre al già citato Nicosia, a esaltare la qualità del quintet ci sono la sensibilità di Dino Rubino trasmessa a tromba e flicorno, l’esperienza di Nello Toscano al contrabbasso e l’eclettismo di Claudio Cusmano alla chitarra. E’ quindi la volta del Gabriella Grasso - Ivan Cammarata Quartet, l’unica band a giocarsi la carta del look, in completo gessato anni ’30. Ed effettivamente, l’atmosfera nell’esecuzione del trombettista Cammarata gioca tutta a favore del taglio cantautorale della Grasso, autrice dei brani d’ispirazione bossa che, con un’essenziale ritmica di chitarra, ha cantato al pubblico. Un momento di "distrazione" dal tema jazz della serata, che permette comunque di apprezzare un gradevole pop d’autore.
L’ultima band in programma è l’Ensemble Est Ovest, la più sperimentale tra quelle proposte in questa session. Attività decennale, la loro, di sapiente commistione tra continenti che ciascun musicista elabora e rilancia, attraverso scelte stilistiche non convenzionali e continui cambi di tempo.
Appuntamento quindi a stasera per la serata conclusiva della Jazz Marathon, che - a giudicare dai nomi in scaletta - sarà prevedibilmente all’altezza del concerto d’esordio.
SECONDA SERATA
Apre il Trio Amato, in un connubio - tutto in famiglia - che evidenzia le variegate intenzioni musicali di Elio (piano e sax), Alberto (contrabbasso) e Loris (batteria). Con grande affiatamento (come d’altronde era prevedibile), il trio si produce in un divertente show di jazz distillato.
Torna Dino Rubino, dopo la buona prova della sera precedente, con un gruppo completato da Nello Toscano al contrabbasso (anche lui già presente il 4) e Giuseppe Vasapolli al piano e al rhodes. Il trombettista stavolta presenta un gradevole repertorio di standard - da O que serà a But Not For Me - molto apprezzato dal pubblico.
Giuseppe Finocchiaro si dimostra un pianista contemporaneo di grande sensibilità e certamente di larghe vedute, cimentandosi in alcune intense esecuzioni originali, trasversalmente figlie dei più ispirati Bela Bartok, Claude Debussy e Brad Mehldau. Ancora Toscano al contrabbasso e Antonio Moncada alla batteria riempiono con puntualità la performance del trio.
Portrait en Jazz Mediterraneén, trio composto da Osvaldo Di Dio (chitarra), Vincenzo Virgillito (contrabbasso) e Antonio Fusco (batteria), sembra un continuo omaggio ai colori e alle tonalità della Sicilia: tra i pezzi, c’è infatti Sicily di Chick Corea, oltre ad alcune composizioni del chitarrista Di Dio. Freschezza, vitalità e intesa; suggello finale con una stralunata cover di Lucy In The Sky With Diamonds.
Ultimo gruppo, il quartet Gaetano Cristofaro al sax e al clarinetto, Alberto Alibrandi al piano e ancora Amato e Moncada a chiudere la formazione. Risalta qui la classe di Alibrandi nell’incrociarsi al millesimo con le pungenti melodie proposte da Cristofaro.
Sicuramente una prima edizione di successo, con grande risposta del pubblico, presente in massa per entrambi gli appuntamenti e incollato alla sedia per le oltre due ore di musica di ciascuna serata. In attesa della prossima Jazz Marathon, il programma di UnSoloJazz si chiuderà con gli show di Dee Dee Bridgewater (16 maggio) e Carlo Fava (21 maggio). Maggiori informazioni su cataniajazz.it.
P.S.
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Info - Myspace
Nello Toscano: myspace.com/nellotoscano
Antonio Ferlito: myspace.com/antonioferlito
Antonella Leotta: myspace.com/antonellaleotta
Dino Rubino: myspace.com/dinorubino
Cristiano Giardini: myspace.com/cristianogiardini
Gabriella Grasso: myspace.com/gabriellagrasso
Ivan Cammarata: myspace.com/ivancammarata
Rosalba Bentivoglio: myspace.com/rosalbabentivoglio








