«I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». ![]()
art. 34 della Costituzione
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Tasse, libri, affitti: arrivare alla fine del mese per uno studente, fuori sede e non, è sempre più difficile. Le famiglie si fanno carico delle spese per favorire un futuro ai propri figli, ma è uno sforzo che a volte non basta a coprire i costi della “cultura”.
L’articolo 34 della Costituzione recita belle parole, ma spesso lontane dai fatti, vuoi per mancanza di fondi, vuoi per ignavia burocratica. Nel sistema americano e in quello britannico vige un meccanismo di sostegno finanziario agli studenti che permette loro di mantenere gli studi. Da pochi anni a questa parte, anche in Italia si sta concretizzando la possibilità di concedere prestiti ai più giovani, specie ai frequentanti i corsi di laurea triennale e specialistica. Esempi ne sono i Politecnici di Milano, Torino, Bari e l’Università politecnica delle Marche; una possibilità in più, oltre alle tradizionali borse di studio.
L’Università di Catania, in consorzio con la Banca Credito Siciliano, si sta impegnando nell’elargizione di prestiti bancari agevolati. La professoressa Margherita Spampinato, delegata al Diritto allo studio e docente di Filologia romanza presso l’Università di Catania, ci illustra in cosa consiste quest’iniziativa, a dir la verità ancora poco conosciuta.
“Prestito bancario agevolato”: di cosa si tratta?
«Il servizio consiste nel concedere un prestito allo studente che lo richiede, la convenzione con la Banca Credito Siciliano –Servizio Crediti Speciali – prevede che quest’ultima si impegni a concedere finanziamenti applicando sulle somme gli interessi a tasso fisso annuo del 5,50% per gli studenti universitari. Degli interessi maturati sulle somme concesse si fa carico l’università, purchè vengano rispettate determinate condizioni.»
Quali sono le modalità con le quali lo studente dovrebbe reintegrare il prestito e quali sono le condizioni da dover rispettare?
«Il prestito personale può oscillare da un minimo di € 516,46 fino ad un massimo di € 1.549,37 annuale, la durata è di dodici mesi, con rimborso in dodici rate mensili. Questi prestiti potranno essere concessi di anno in anno, per tutta la durata normale del corso di laurea. Da non confondere con i prestiti d’onore, in cui la restituzione dell’importo avviene dopo la fine del finanziamento. Il prestito può essere utilizzato anche per i corsi all’estero. Gli studenti devono essere in regola con gli esami per poter usufruire del servizio. Per quanto riguarda gli studenti iscritti al primo anno di corso, gli interessi inizialmente sono a carico di questi ultimi; dette somme saranno rimborsate nel momento stesso in cui avranno dimostrato di aver superato il 42% dei crediti formativi durante l’anno accademico. Per poter continuare ad usufruire del prestito, la domanda di iscrizione al secondo anno è fondamentale.»
Quali garanzie e requisiti deve avere uno studente affinché gli sia concesso il prestito? Dove si deve presentare la domanda?
«Senza garanzie, basta il libretto. La domanda deve essere presentata all’università presso l’Ufficio Diritto alla Studio, via di Sangiuliano 262, la data di scadenza era stata fissata entro il 15 novembre 2007, recentemente è stata concessa una proroga di alcuni giorni per chi fosse ancora interessato.»
Quante richieste vi sono state in merito? Analizzando i dati statistici, la proposta ha avuto dei riscontri positivi?
«In media una ventina, l’anno scorso vi è stato un calo, solo due richieste. Probabilmente, se ne dovrebbe parlare di più, la mancata adesione da parte dei ragazzi può essere imputata alla poca informazione fatta a riguardo.»
Cosa si augura per il futuro dell’iniziativa?
«Speriamo di ricevere maggiori richieste e soprattutto capire da cosa nasce questo disinteresse, avere una risposta e un riscontro da parte degli studenti, magari attraverso dei consigli e suggerimenti che riescano a migliorare la proposta, facendo luce sui problemi risolvibili o quelli impossibili da eliminare.»



