Quell’« aria irrespirabile » è ora di cambiarla

vendredi 9 février 2007, par Roberto Pirruccio

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Alessandro è uno studente universitario, ha un abbonamento in Tribuna A, insieme al padre. Ha voglia di raccontare la sua storia, non vuole sprecare nessuno dei suoi vivissimi, amari ricordi.

- A che ora siete arrivati allo stadio ?

« Intorno alle 17. Come al solito, abbiamo attraversato i tornelli – che però non sono elettronici, ma “a spinta” - e ci siamo accomodiati ai nostri posti. Tutto abbastanza calmo. Io e mio padre, però, ci siamo subito accorti che c’era un grosso squarcio nella griglia del settore ospiti. »

- Quand’è che il clima ha cominciato a riscaldarsi ?

« Dopo il primo gol del Palermo, appena sono entrati i supporter rosanero. C’è stato qualche principio di sfottò tra le tifoserie, poi d’un tratto, senza capire perché, abbiamo visto la curva nord letteralmente “scappare”. Ho iniziato a starnutire, ad avere fastidio alla gola, poi ho cominciato a piangere. Erano stati lanciati molti lacrimogeni in curva, qualche tifoso è stato pure colpito. Il mix tra lacrimogeni, fumogeni e fuochi d’artificio aveva reso l’aria irrespirabile. Eravamo tutti convinti che fosse stata colpa dei tifosi del Palermo. La partita è stata sospesa e dalla Tribuna A siamo arrivati quasi all’uscita. »

- E lì cosa avete visto ?

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Agenti fuori dallo stadio

« Ci siamo resi conto che in piazza Spedini era presente già da prima un gruppo di persone, non erano tifosi che uscivano dallo stadio. Erano tutti catanesi e si stavano scontrando con la polizia. Dopo circa 20 minuti siamo tornati in Tribuna e la partita è ricominciata. »

- Che situazione c’era sugli spalti ?

« In seguito al rientro in campo del Catania, in curva nord è arrivato un altro lacrimogeno, ma stavolta l’effetto è stato meno forte. I lanci di oggetti tra le tifoserie sono continuati fino alla fine della partita. Lo speaker ha invitato i tifosi del Palermo a spegnere i fumogeni, ma, a parte la delusione per l’esito del derby, l’atmosfera sembrava tranquilla, mentre raggiungevamo l’uscita. »

- E invece ?

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Scontri in piazza Spedini

« E invece, appena abbiamo varcato la soglia, ho sentito che qualcosa mi aveva appena sorvolato la testa. C’erano le camionette della polizia e le ambulanze disposte una accanto all’altra, a fare una barriera, e dall’altro lato tantissime persone che gli lanciavano contro qualsiasi tipo di oggetto. Era la prima volta che vedevo una cosa del genere in piazza Spedini, ho avuto paura. Erano quasi tutti ragazzini, con le sciarpe davanti alla faccia e il cappuccio della felpa in testa. Erano arrabbiati, feroci, animaleschi. »

- A quel punto, cosa avete deciso di fare ?

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Un cassonetto in fiamme

« Mio padre mi ha tenuto stretto e abbiamo cominciato a correre passando a lato della piazza, sentivo decine di oggetti che mi passavano accanto, sopra, dietro. Abbiamo raggiunto la macchina e siamo tornati immediatamente a casa in 5 minuti, le strade erano deserte. Ho acceso la televisione e ho visto che era appena scoppiata la guerra. »

- Che idea ti sei fatto, a mente fredda ?

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Ancora scontri

« Che c’è una Catania delinquente, che vuole semplicemente scontrarsi contro la polizia, e allo stadio trova una perfetta zona franca. I controlli sono inesistenti, anche nelle tribune, e lo stadio si trova in un punto inadeguato della città ; attorno ci sono sempre lavori in corso, il che significa avere a portata di mano sassi, travi, transenne... »

- Cosa ne pensi, invece, delle frange estremiste della tifoseria ?

« Per tutto il campionato, tre quarti degli slogan della curva nord sono stati contro la polizia, “Poliziotto primo nemico”, oppure “Devi morire, casco blu”. Ricattano la società - per la legge sulla “responsabilità oggettiva” - chiedendo denaro e biglietti gratuiti, con la scusa di difendere l’”onore della maglia”. Questi sono tifosi ? »

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Immagini della videosorveglianza

- Quali misure andrebbero prese, secondo te ?

« A livello sportivo, bisognerebbe rifare lo stadio fuori città e far rispettare tutte le norme. Tempo fa sono stato a vedere una partita a Liverpool : lì i controlli sono rigidissimi ed è impossibile che un malintenzionato porti qualcosa di pericoloso all’interno dello stadio. Poi è fondamentale che ci sia la certezza della pena, che queste persone vengano arrestate. »


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