Le vicende del Monastero dei Benedettini dalle origini fino ai nostri giorni.
lunedì 20 agosto 2007, di Salvatore Zummo
Per tutti coloro che hanno avuto modo di frequentare, visitare, oppure, nel caso degli studenti più agguerriti, abitare tra le mura del monastero, sarà certamente balzato all’occhio lo stato prettamente “cantieristico” di buona parte della facoltà di Lettere e Filosofia. Chi ha avuto modo di osservare l’evoluzione della sede in questi due anni avrà sicuramente “vissuto” la chiusura dei due Chiostri ( Levante e Ponente, secondo la denominazione ufficiale ) o l’apertura del Nuovo Corpo Aule .
Il Monastero dei Benedettini in Piazza Dante a Catania
Sebbene ci si trovi ancora in una situazione decisamente “in fieri” rispetto ad una vera e propria “liberazione” della facoltà da parte di cemento e picconi, il caso del Coro di Notte, aperto nel periodo prefestivo di maggio, rappresenta un traguardo per l’utilizzo delle strutture universitarie ferme in quell’apparente stallo che sembra appartenere a molte opere edilizie del meridione. In effetti è il caso di procedere con ordine:
La Storia
Quella della sede di lettere e filosofia è una storia...beh, decisamente convulsa: la prima struttura nell’attuale sito sorge nel 1558, in seguito alle lamentele dei frati Benedettini, che richiedevano una struttura decisamente più stabile delle precedenti sedi, distrutte nel giro di qualche anno (1536) da piacevoli eventi come terremoti, eruzioni e simili amenità.
Fast Forward sino al 1866, quando i Benedettini decidono che dopo un’altro paio di eruzioni laviche e terremoti (1669 e 1693), un crollo parziale della struttura nel 1755, e una serie ripetuta di distruzioni e costruzioni durante il XIX secolo che portano la struttura a circa 3 volte la superficie originaria , è il caso di cedere il tutto al Demanio del Comune.
Il Comune destina i grandi locali del Monastero nel corso degli anni agli usi più disparati: struttura militare, osservatorio astrofisico, stalle, e quindi albergo di scuole, il tutto senza curarsi del valore artistico e architettonico della struttura. Un esempio: per chi si fosse sempre chiesto che cosa siano quei vari pezzi in marmo presenti al centro del Chiostro di Ponente, bene, sappiate che si tratta di una delle più belle fontane del tardo ’600, trasformata in una sorta di puzzle 1000 pezzi al fine di utilizzare la superficie come...palestra. Insomma, abbiamo capito che non si tratta del luogo più tranquillo della terra.
Ieri e Oggi: Rapporto tra monastero e Facoltà
Nel 1977 avviene il passaggio della struttura dalle mani dell’allora sindaco Macrì verso il preside dell’epoca, Giuseppe Giarrizzo. Nel 1980 viene così commissionato il recupero della superficie a Giancarlo DeCarlo. La riprogettazione si sussegue per tutti gli anni ’80, grazie anche alla collaborazione del Prof. Pietro Calì , Giuseppe Pagnano e Aldo Van Eyck. Dalla carta si passa al mattone nel corso degli anni 90, fino a giungere all’alba del terzo millennio, con una serie di consegne di strutture all’università che farebbero la gioia di ogni inviato di Striscia La Notizia. Per citare il sito di facoltà, "Le vecchie celle dei monaci sono state restaurate ed adibite ad aule, l’antico refettorio è oggi l’aula magna, i sotterranei diventano attrezzate biblioteche”. Più prosaicamente, abbiamo la consegna nel 2001 dell’auditorium, in contemporanea con parte delle Aule Nuove, della caffetteria e delle Cucine dei Benedettini nel 2002, delle Sedi delle segreterie nel 2003, e una ulteriore consegna delle rimanenti Aule “A” nel 2004. nel 2005 si avviano i lavori di costruzione dei laboratori multimediali, oltre che del già citato Coro Di Notte.
E Il futuro?
Ed eccoci nuovamente, all’inizio delle nostre peregrinazioni per le mura della facoltà. Il Coro di notte, riaperto in data 3 maggio 2007, è un luogo che meglio di molti altri ci descrive la storia della facoltà. Poggia su una colata lavica del 1669, e nasce per permettere ad i Frati Benedettini di andare dalle loro celle a pregare presso la chiesa principale senza essere osservati, da qui il nome. La ristrutturazione dei locali ha subito una serie di rallentamenti che lo prevedevano per completato nel luglio 2006. L’esito dell’appalto, consegnato alla Coop. Consart, presenta la singolarità di una differenza minima (meno dello 0,01%) rispetto al secondo classificato, costando così 971.180,86 € rispetto ai € 971.295,08 preventivati dalla R.T.I. Seminara-Mazzola-Fazio. L’intera documentazione è presente in maniera non troppo evidente in una sezione del vecchio sito dell’università di Catania [1].
Aldilà di questi aspetti burocratici, rimane senza dubbio lo spettacolo concesso agli occhi dei visitatori a lavori ultimati. La struttura concede una vista dall’interno delle mura della chiesa, fornendo una sala conferenze e proiezioni multimediali da 120 posti, introdotta da una sala d’accoglienza e un Desk di Ricevimento, senza considerare un accesso diretto presso la biblioteca Ursino Recupero. La sala è stata già centro di una mostra dedicata a Conversazioni in Sicilia in forma illustrata da parte di Luigi Crocenzi fino al 14 di Maggio, in seguito, si è resa sede di alcuni eventi del Festival Per l’Etna, patrimonio dell’umanità.
Aspetti che per buona parte degli studenti si potrebbero anche tradurre in uno sguardo perplesso e la pronunciazione di “Ok, ma io cosa ci guadagno?”. Fortunatamente, la zona sarà anche ospite di due sale per riunioni, seminari, e alloggio per laboratori, disponibili in due comodi formati: la prima, taglia "large" si presenta predisposta con un tavolo rotondo di Arthuriana memoria, dotata di 30 posti più uno spazio per eventuali uditori e traduttori. La seconda , taglia "medium" di forma rettangolare, presenta uno spazio disponibile per 20 postazioni informatiche con adeguata cablatura. Tutto questo, ed adesso. Per il futuro, invece rimangono i lavori di completamento di un ulteriore “costola” della facoltà: l’educandato delle Verginelle, presente aldilà delle mura della facoltà, le cui autorizzazioni hanno recentemente subito un disgelo.
E’ invece una sfortuna che per molti studenti, sarà impossibile il tuffo nel passato offerto da una porticina , perennemente chiusa purtroppo, presente all’interno del coro di notte. Quasi a voler ricordare le sue origini di una sacralità notturna ed esoterica, cela lo spettacolo di una vista dall’alto dell’interno della chiesa di san Nicolò, un invito forse, a non turbare troppo la turbolenta storia del luogo.
Articolo - La nostra sede: il meraviglioso Monastero
Video - Breve Tour del Monastero
Note
[1] Dalla pagina dei bandi del vecchio sito, fare click su Appalti e contratti e andare su 21/12/2004 Lavori di manutenzione straordinaria Cori di Notte del Monastero dei Benedettini (Celebrazione gara 22.12.04). Link diretto all’esito.





